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     Sintesi.
     
Formatesi  in  tempi e in circostanze diverse, dal 1607 (Virginia)  al
1703  (Georgia),  le  tredici colonie inglesi  sulla  costa  atlantica
dell'America settentrionale furono raggiunte a partire dal Seicento da
una  serie di ondate migratorie provenienti dalle isole britanniche  e
da  altri paesi europei. Le cause di tali migrazioni furono spesso gli
accesi  contrasti  sociali e le persecuzioni  politiche  e  religiose.
(Paragrafo 1).
La   societ  americana  assunse  caratteristiche  diverse  da  quella
europea.  La diversit di culture, tradizioni e religioni, determinata
dalla  presenza di persone provenienti da vari stati europei, favoriva
infatti la diffusione del valore della tolleranza, mentre la necessit
di   affrontare   varie   difficolt  ambientali   connesse   con   la
colonizzazione spingeva alla solidariet ed alla valorizzazione  delle
capacit  individuali. Questo era evidente soprattutto  nelle  colonie
settentrionali  e  centrali, popolate da agricoltori,  imprenditori  e
mercanti,  dediti  ad una intensa e dinamica attivit  economica.  Pi
chiusa  e  statica  era  invece la societ delle colonie  meridionali,
nelle quali l'attivit economica prevalente, ossia la coltivazione del
tabacco,  del  riso,  dell'indaco e, dalla fine  del  Settecento,  del
cotone,  era  nelle mani di pochi grandi proprietari, che utilizzavano
schiavi  neri  come  manodopera ed esercitavano una  netta  supremazia
sociale.

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Diverse   per  strutture  economiche,  le  colonie  americane  avevano
istituzioni  politiche assai simili ed accomunate da  una  sostanziale
autonomia rispetto alla madrepatria. (Paragrafo 2).
Negli  anni  successivi al termine della guerra dei Sette anni  (1756-
1763)  l'Inghilterra  adott  una  serie  di  provvedimenti,  volti  a
bloccare   le  ambizioni  espansionistiche  e  a  limitare  l'attivit
economica  dei  coloni  americani;  questi  reagirono  con  azioni  di
protesta,  tumulti e boicottaggio delle merci britanniche.  Nel  1773,
quando l'Inghilterra decise di concedere alla Compagnie delle Indie il
monopolio  del  commercio del t, che avrebbe  procurato  gravi  danni
economici  ai  mercanti nordamericani, la situazione  precipit.  Alle
pronte  reazioni dei coloni Londra rispose adottando  dure  misure  di
ritorsione;  il  congresso  continentale  delle  colonie,  riunito   a
Filadelfia,   le  respinse  e  si  prepar  alla  resistenza   armata.
Nell'aprile  del  1775  alcuni scontri tra  milizie  locali  e  truppe
britanniche segnarono l'inizio della guerra. (Paragrafo 3).
Il  comando  delle  truppe americane fu affidato a George  Washington,
ricco  proprietario  di  piantagioni della  Virginia,  da  un  secondo
congresso  riunito a Filadelfia, il quale, il 4 luglio  1776,  approv
anche la dichiarazione d'indipendenza. Questa segn non solo una tappa
importante nel processo di formazione degli Stati Uniti d'America,  ma
rappresent   anche  un  precedente  determinante   per   l'evoluzione
democratica  dei sistemi politici di tutto il mondo; essa  infatti  si
richiamava  espressamente  alle  idee  sui  diritti  dell'uomo  e  sui
rapporti   tra   stato  e  cittadini  elaborate  dal   giusnaturalismo
all'Illuminismo, sino ad allora rimaste affermazioni di principio.
Le  truppe inglesi, superiori per numero ed armamento, ma svantaggiate
dalla  necessit di percorrere grandi distanze e dalla precariet  dei
rifornimenti,  non  riuscirono  ad  avere  la  meglio  sugli   insorti
americani e, nell'ottobre del 1777, subirono una sconfitta a Saratoga.
L'allargamento   del  conflitto,  determinato  dall'intervento   della
Francia  e  della  Spagna  a  fianco dei  coloni  americani,  indebol
ulteriormente  gli  inglesi,  che  il  19  ottobre  del  1781  vennero
definitivamente  battuti a Yorktown. Il trattato di Versailles  del  3
settembre   1783  riconobbe  l'indipendenza  delle  tredici   colonie.
(Paragrafo 4).
Raggiunta    l'indipendenza,   gli   stati   americani   si    dettero
un'organizzazione  politica unitaria, attraverso  l'approvazione,  nel
1788,  di  una  costituzione che sanc la nascita  di  una  repubblica
federale  di  tipo  presidenziale. I  rapporti  istituzionali  vennero
strutturati in modo tale da conciliare l'esigenza di un forte  governo
centrale con la necessit di garantire l'autonomia dei singoli  stati.
Per  impedire abusi di potere, venne stabilito un sistema di  freni  e
contrappesi,  in  modo da consentire un controllo  incrociato  tra  le
istituzioni   delegate  all'esercizio  delle  funzioni   fondamentali.
(Paragrafo 5).
I  primi anni di vita degli Stati Uniti, dei quali fu primo presidente
George   Washington,  furono  caratterizzati  dai  contrasti  tra   la
borghesia imprenditoriale degli stati settentrionali, favorevole ad un
forte  potere  centrale  e all'adozione di misure  protezionistiche  a
difesa  delle  industrie  locali, e gli agricoltori  meridionali,  che
aspiravano  ad una maggiore autonomia per gli stati e ad una  politica
commerciale  liberoscambista. A ci corrispose la  formazione  di  due
partiti   politici:   quello  federalista   e   quello   repubblicano-
democratico. Dopo due presidenti federalisti, nel 1800 fu la volta dei
repubblicani, che con Thomas Jefferson attuarono un programma  fondato
sulla limitazione del potere centrale.
Terminata   la   guerra   d'indipendenza,  era  ripresa   l'espansione
territoriale, in seguito alla quale, tra il 1796 e il 1803, ai tredici
stati originari se ne unirono altri cinque.  (Paragrafo 6).
